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La xerografia

Chester Carlson fu l’inventore della xerografia, il processo con cui oggi viene prodotto la maggior parte dei documenti.

La xerografia, infatti, è il fondamento tecnologico di fotocopiatrici e stampanti laser.

Nonostante fosse laureato in fisica, non riusciva a trovare un lavoro fisso. A quell’epoca, siamo negli anni ’30, la crisi economica in America era terribile e Carlson dovette adattarsi a qualunque lavoro gli venisse offerto. Ansioso di sfruttare al massimo qualsiasi opportunità, frequentò i corsi serali della facoltà di giurisprudenza.

Durante gli studi in legge, non potendosi permettere di acquistare i testi necessari, copiava a mano migliaia di pagine di volumi consultati presso la New York Public Library, esperienza che lo ispirò successivamente nell’invenzione della macchina fotocopiatrice.

Iniziò quindi a sperimentare cariche elettrostatiche e materiali fotoconduttivi, le cui proprietà elettriche si modificavano se esposte alla luce.

Il 22 ottobre 1938, all’età di 32 anni, Carlson aveva finalmente creato la sua prima immagine xerografica – un processo il cui nome deriva dalle parole greche “secco” e “scrittura”.

La prima “fotocopia” fu fatta usando una lastra di zinco ricoperta di zolfo. La frase “10-22-38 Astoria” era scritta su un vetrino di microscopio collocato sopra lo strato di zolfo e sotto una intensa sorgente di luce. Dopo avere rimosso il vetrino, un’immagine speculare della scritta rimase incisa sulla lastra.

Carlson cercò di vendere la sua idea a molte aziende, ma, poiché il processo non era ancora del tutto sviluppato, fallì nell’impresa. All’epoca, per effettuare copie veniva usata la carta carbone, oppure bisognava far fotografare i documenti, operazione alquanto costosa.

Carlson contattò anche aziende del calibro di IBM e General Electric, ma entrambe non ritenevano che esistesse un sufficiente mercato per le fotocopiatrici.

Servirono altri due decenni e l’investimento di una piccola ditta di New York chiamata The Haloid Company – divenuta Xerox Corporation nel 1961 – prima che le persone potessero sfruttare il processo di Carlson per ottenere copie in bianco e nero su carta comune, in maniera semplice e rapida.

Il prodotto che rese possibile questa rivoluzione, la fotocopiatrice automatica Xerox 914, venne salutato dalla rivista Fortune come “il prodotto di maggior successo mai venduto sul mercato americano”.

Carlson, per la sua invenzione, guadagnò 150 milioni di dollari, di cui 100 milioni furono devoluti a organizzazioni che sostenevano la lotta per i diritti civili degli anni sessanta.

La sua vita è raccontata da David Owen in un libro non tradotto in italiano, il cui titolo potrebbe essere: “Copie in pochi secondi: come un inventore solitario e una ditta sconosciuta hanno dato vita al più rivoluzionario sistema di comunicazione dopo l’invenzione della stampa da parte di Gutenberg”.

E oggi voi come gestite le stampe nel vostro ufficio?

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